La terapia come viaggio
Per me la terapia è un modo per avvicinarsi a sé stessi, con calma, senza la fretta di dover arrivare da qualche parte.
Nella vita ognuno di noi costruisce dei modi per orientarsi e andare avanti: nel lavoro, nelle relazioni, dentro ciò che sente, alcuni diventano familiari, quasi automatici, e ci sostengono nel quotidiano; altri, con il tempo, iniziano a stare stretti e ciò che un tempo funzionava può non bastare più, e ci si può ritrovare a non riconoscersi pienamente in ciò che si fa o in come ci si sente.
In terapia ci si ferma, si respira, così da potersi avvicinare con più attenzione a ciò che sta accadendo dentro di sé, nel presente. Si prova a dare spazio anche a ciò che di solito resta sullo sfondo: emozioni scomode, parti di sé meno accettate, pensieri che si evitano o che fanno rumore in silenzio.
In questo senso, la terapia può assomigliare a un cammino in cui non si è soli, non c’è una strada già tracciata né una meta definita da raggiungere, c’è piuttosto una presenza accanto, come una guida discreta che non indica una direzione prestabilita, ma che resta vicino mentre si attraversano territori nuovi, incerti o poco familiari. Il terapeuta è quel qualcuno che ti aiuta a sostare, a non distogliere lo sguardo troppo in fretta, a restare in contatto con ciò che emerge.
E in questo procedere, senza forzare i tempi, può accadere che qualcosa inizi a mostrarsi in modo diverso: uno sguardo che si allarga, una comprensione che si fa più chiara, o semplicemente un modo nuovo di stare con sé stessi.
“Una presenza accanto, come una guida discreta che non indica una direzione prestabilita, ma che resta vicino mentre si attraversano territori nuovi.”

Il mio orientamento
La Psicoterapia della Gestalt considera la persona nella sua esperienza complessiva: ciò che sente, ciò che pensa, il modo in cui vive il proprio corpo, le relazioni e il contesto in cui si trova. Al centro non c’è soltanto il problema o il sintomo, ma il modo in cui la persona sta vivendo ciò che le accade e come, nel presente, entra in relazione con sé stessa, con gli altri e con l’ambiente.
In terapia si presta particolare attenzione a ciò che accade nel qui e ora, questo significa osservare insieme non solo ciò che è successo nel passato, ma anche come quell’esperienza continua a manifestarsi nel presente: nelle emozioni, nelle sensazioni corporee, nei pensieri, nei comportamenti e nelle relazioni. Anche ciò che accade durante il colloquio può diventare uno spazio importante per comprendere meglio il proprio modo di stare in relazione e di affrontare ciò che si vive.
L’obiettivo non è semplicemente eliminare un sintomo o trovare una spiegazione a ciò che non funziona, ma sviluppare una maggiore consapevolezza di sé: diventare più consapevoli di ciò che sentiamo, dei nostri bisogni, delle nostre modalità abituali di reagire e di entrare in relazione può permetterci di riconoscere ciò che ci appartiene e, quando lo desideriamo, sperimentare possibilità differenti.
Nel mio lavoro presto particolare attenzione alle polarità, cioè alle diverse parti di noi che possono convivere, talvolta anche in contrasto tra loro: una parte che desidera qualcosa e un’altra che la teme, una parte che si mostra forte e una più vulnerabile, una parte che vorrebbe avvicinarsi e un’altra che sente il bisogno di proteggersi. Spesso alcune di queste parti ci risultano più difficili da riconoscere, accettare o mostrare agli altri. La terapia può diventare uno spazio sicuro in cui avvicinarsi anche a questi aspetti con curiosità e senza giudizio, per poterli guardare, ascoltare e comprendere con maggiore libertà.
Ascolto e Presenza
Un incontro autentico nel qui e ora, in cui condividere vissuti, difficoltà e possibilità di cambiamento.
Segreto Professionale
Tutte le informazioni condivise sono tutelate dal segreto professionale ai sensi del Codice Deontologico.
Obiettivi Condivisi
Gli argomenti ed il ritmo delle sedute vengono concordati insieme con la persona.
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